Accessibilità

Supply-chain e fashion: un binomio per competere

28 febbraio 2015

La settimana della moda, tenutasi a Milano dal 28 febbraio al 2 marzo, ha visto quest’anno un ospite d’eccezione, che guarda al settore fashion con un occhio sempre più attento ed interessato.

Si tratta di GEFCO Italia, che già durante l’edizione di settembre 2014 aveva fatto parlare di sé tramite un’azione di marketing, quando un furgone GEFCO carico di abiti e bottiglie di chianti aveva fatto il giro delle strade del centro offrendo uno “street cocktail”. È’ a partire da quel settembre, dunque, che GEFCO Italia ha intrapreso in maniera netta una diversificazione del proprio mercato di riferimento, scegliendo di rivolgersi in modo deciso al settore della moda. E’ in questo contesto che Sabrina Morato e  Raffaella Zapparoli hanno fatto luce sulle intenzioni della compagnia, parlando il 30 marzo al convegno “Supply-chain e fashion: un binomio per competere” tenutosi al politecnico di Milano. La cura delle eccellenze del made in Italy, la pluralità dei servizi, l’impeccabile professionalità e la solida competenza nella consulenza doganale condurranno GEFCO in un nuovo percorso: ambizioso, stimolante e decisamente glamour.

GEFCO Italia – verso la Russia, attuale frontiera del BBF (Bello e Ben Fatto)

Comprendere le intenzioni di una società quale è l’attuale GEFCO, significa innanzi tutto avere chiaro quale sia il suo ruolo in Europa e per cosa si sia sempre contraddistinta. Oggi parliamo, infatti, di uno dei 10 top players europei nel trasporto e nella logistica, che ha ottenuto un fatturato di 4.1 miliardi di euro nel 2014, che possiede oltre 300 filiali nel mondo e dà lavoro a più di 11.200 dipendenti nei 150 paesi in cui è attiva. La progettazione, implementazione ed integrazione di soluzioni logistiche innovative a livello nazionale ed internazionale rappresenta il fulcro dell’attività svolta dalla compagnia, che vede oggi nella Russia un’area particolarmente promettente dove poter investire nel fashion. I motivi di questa posizione sono molteplici: innanzitutto l’acquisizione di GEFCO da parte di RZD (la compagnia delle ferrovie russe che possiede oggi il 75% delle azioni della società), pone il Gruppo in una situazione di oggettiva vicinanza all’area interessata, che diventa quindi un polo strategico. Oltre a questo, la Russia ha dimostrato negli anni un forte apprezzamento del made in Italy, settore in cui la moda fa da padrone, ed è quindi uno dei paesi che più ricerca il BBF (Bello e Ben Fatto), contraddistinto dal prestigioso marchio italiano. Viceversa, l’Italia è il secondo partner commerciale della Russia, il che sancisce un’alleanza su cui risulta logico per una compagnia come GEFCO aprire una tale linea di business.

L’industria della moda in Russia

Dal 2012 al 2014 il volume delle vendite di capi d’abbigliamento in Russia è aumentato del 32,5%, fino a raggiungere 1.132.700.000 capi. Il potere d’acquisto è, infatti, cresciuto di 1,81 volte, mentre il volume di affari dei leader presenti sul mercato è in costante aumento al ritmo del 30-40% annuo. Solo il 15% del mercato, comunque, è costituito da produttori di abbigliamento russi; circa l’85% dell’abbigliamento di fascia medio-alta viene infatti importato dai paesi dell’Unione Europea: Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, mentre l’inport della fascia bassa è coperto principalmente da Cina e Turchia.

Il 2014 ha visto un record per la registrazione di nuovi marchi internazionali. Più di 60, infatti, hanno aperto in Russia i primi negozi monomarca e anche in questo campo l’abbigliamento è il settore preponderante, con una quota del 41%. Si tratta per oltre la metà, di marchi di fascia media, mentre i  quelli di fascia medio-alta sono più di un terzo(39%).

A fronte di questa situazione interna al paese, le previsioni ci dicono che nel 2019, i flussi più consistenti di abbigliamento BBF nei nuovi mercati arriveranno a 72 miliardi di euro, con una crescita del 41% in sei anni e la Russia giocherà in questo un ruolo da protagonista, arrivando ad assorbire quasi il 16% delle importazioni verso nuovi mercati. Allo stesso modo, anche le esportazioni italiane di beni BBF avranno un valore, entro il 2019, di oltre 16 miliardi di euro e i flussi più importanti continueranno anche qui ad essere diretti in Russia.

Indici di accessibilità del mercato russo

Per quanto riguarda gli aspetti prettamente operativi, che condizionano l’ingresso e l’espansione nel paese, GEFCO può vantare diversi assi nella manica. Il sistema logistico e il network di trasporti all’interno del paese vengono garantiti dalla copertura del territorio fornita dagli hub GEFCO, che consentono partenze regolari e rispetto dei transit-time. Gli stessi hub (15 nazionali e 9 internazionali dislocati sul territorio) sono operativi 24 ore su 24.

Un altro aspetto influente in termini di accessibilità ad uno stato è la dogana, che in Russia spaventa ancora molti produttori, i quali optano per termini di resa “Ex-Works”, per fare in modo che il venditore abbia il minor numero di obblighi e responsabilità. Nel settore fashion, tuttavia, la scelta del mezzo va valutata attentamente, onde evitare di esporre la merce, spesso di alto valore, al rischio di perdita, danneggiamento, sequestro e confisca. E’ meglio, dunque, optare per una resa che trasferisca al venditore il pieno controllo della catena logistica, garantendo tramite individuazione di un partner logistico affidabile un’adeguata gestione di tutte le procedure necessarie.

Dal 2006, oltretutto, GEFCO è ufficialmente spedizioniere doganale in Russia, il che la rende in grado di effettuare lo sdoganamento di tutte le merci importate in Russia senza dover ricorrere a fornitori di servizi esterni. Ciò conferisce a GEFCO un vero e proprio vantaggio concorrenziale.

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